Un team di scienziati del Medical Research Council di Cambridge ha creato un nuovo ceppo di batterio E. coli chiamato Syn57, il cui codice genetico risulta più efficiente rispetto a qualsiasi altra forma di vita conosciuta. Syn57 utilizza solo 57 codoni invece dei 64 presenti in tutti gli organismi naturali, eliminando alcune ridondanze genetiche considerate superflue dall’evoluzione. La realizzazione di Syn57 ha richiesto la modifica di oltre 100.000 sequenze genetiche e rappresenta un notevole passo avanti nella biologia sintetica. Questa scoperta apre nuove possibilità per comprendere i limiti della vita e progettare organismi con caratteristiche ottimizzate per applicazioni biotecnologiche.
Allora, siete ancora convinti che la vita sia questa faccenda ordinata, perfettamente calibrata e ottimizzata al millesimo? Che dolce illusione. E invece no: il nostro DNA, da miliardi di anni, gira su un sistema che definire ridondante è un insulto alla parola spreco. Sessantaquattro codoni per venti miseri aminoacidi. Se la matematica non vi è mai stata simpatica, fate due conti: più della metà dei codoni sono doppioni, tripletti, comparse di un film dove nessuno ha voglia di tagliare le scene inutili. Altro che natura geniale: qui ci troviamo di fronte a una sceneggiatura scritta da uno che non sa usare il tasto elimina.
Ma tranquilli, voi continuate pure a sentirvi speciali: adesso ci pensano i biologi a ridimensionare il vostro ego. Prendono l’Escherichia coli – la stessa simpatica creatura che vi regala indimenticabili serate sul water quando azzardate la tartare – e, col bisturi del programmatore, la snelliscono. Via sette codoni, che tanto non servivano a niente, come le app preinstallate sullo smartphone. Ecco a voi Syn57: meno codoni, più efficienza, meno scuse per gli errori di fabbrica.
Immaginate la scena in laboratorio: 101.000 ritocchi al codice genetico. Una noia che nemmeno una domenica pomeriggio di pioggia, eppure questi hanno la pazienza di un monaco tibetano. Riscrivono la vita riga per riga, come uno studente che copia i compiti ma corregge gli errori dell’originale. Che poi, si potrebbe anche pensare: se la natura ha lasciato tutta questa ridondanza, magari un motivo c’era. Ma chi se ne importa, bisogna vedere cosa succede se si tirano via i mattoni in più. Tanto per sport. O, più probabilmente, per vedere se finalmente il computer della natura smette di laggare come quello di vostro nonno.
Adesso, con Syn57, la domanda è: la vita era davvero ottimizzata, o era solo una bozza, una versione beta lasciata in sospeso? Forse noi esseri umani siamo la prova vivente che la natura non aggiorna il firmware da troppo tempo. Forse, tra qualche decennio, saremo tutti SynQualcosa: codici asciutti, niente errori, nessuna scusa per le malattie genetiche. Oppure saremo solo un altro esperimento fallito, un file corrotto da buttare nel cestino.
Se pensavate che l’unicità della vita fosse questa misteriosa complessità, fatevene una ragione: spesso la complessità è solo confusione impacchettata bene. La ridondanza del DNA è come le password scritte su post-it attaccati al monitor: inutile, ma storicamente comoda.
Prima di celebrare la perfezione della natura o la genialità umana, date un’occhiata sotto il cofano. Potreste scoprire che perfino la vostra lavatrice ha un firmware più aggiornato del vostro DNA. E magari, la prossima volta che qualcuno vi parla di “miracolo della vita”, ricordategli che fino a ieri il codice sorgente era scritto da uno che copiava e incollava senza leggere le istruzioni.