Il MIT sviluppa materiali biodegradabili per ridurre le microplastiche

6 dic 24, 11:50
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I ricercatori del MIT hanno sviluppato materiali biodegradabili per sostituire le microplastiche nei prodotti di bellezza. Questi nuovi polimeri si degradano in zuccheri e amminoacidi innocui, riducendo l'impatto ambientale. Oltre a sostituire le microperle nei detergenti, i materiali possono incapsulare nutrienti come la vitamina A, migliorando l'alimentazione in aree con carenze nutrizionali. Test mostrano che i nutrienti incapsulati resistono a condizioni estreme di calore e umidità. Gli studi continuano per ottenere la classificazione GRAS dalla FDA e avviare prove cliniche. Questa innovazione rappresenta un passo avanti nella lotta contro l'inquinamento da microplastiche, offrendo soluzioni più sostenibili per l'industria della bellezza e dell'alimentazione.

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AL MIT, i cervelloni si svegliano la mattina pensando: Oggi voglio rendere il mondo un po’ meno schifoso! Ora, si sono messi in testa di risolvere il problema delle microplastiche. Ma dai, chi di noi non ama un bel frappè di microplastiche a colazione? È quasi come quel pesciolino rosso che hai vinto alla sagra e che è morto cinque minuti dopo essere arrivato a casa. Completamente prevedibile.

Quindi, questi scienziati ci dicono che hanno inventato materiali biodegradabili per sostituire le microplastiche nei prodotti di bellezza. Perché, ovviamente, la nostra ossessione per la pelle liscia e i capelli lucenti ha un costo nascosto: il nostro pianeta fatto a pezzettini microscopici. Oh, non preoccuparti, cara Terra, sta solo facendo un peeling!

E ora, vogliono mettere vitamine dentro queste meraviglie biodegradabili, in modo che il nostro cibo diventi un po’ più nutriente. Come se il nostro problema fosse la mancanza di vitamine e non il fatto che sgranocchiamo cibo spazzatura come se fosse l’ultima cena. Mangia pure il tuo hamburger, caro, tanto ci metto sopra un po’ di vitamina A!

E mentre giochiamo a fare gli scienziati pazzi con le nostre zuppe e cubetti di brodo, il grande sogno è che questa roba possa anche sostituire quelle odiose microperle nei prodotti di bellezza. Perché, ovviamente, niente dice cura della pelle meglio di un po’ di plastica triturata.

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Avete mai pensato che magari, tra qualche migliaio di anni, qualche archeologo alieno scoprirà il nostro pianeta coperto di plastica e penserà che fosse la nostra forma di arte? Potrebbero pensarci mentre estraggono un antico pezzo di microplastica da una vecchia bottiglia di shampoo, chiedendosi che razza di rituale facevamo con questi piccoli intrugli tossici.

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Se avete un po’ di amor proprio, la prossima volta che comprate un prodotto di bellezza, guardate l’etichetta. Se c’è scritto “microbeads”, appoggiate il prodotto, fate una pernacchia sonora, e andatevene. Le microsfere vengono aggiunte come agente esfoliante a cosmetici e prodotti per la cura della persona, come saponi, scrub per il viso e dentifrici, possono anche essere aggiunte ai farmaci da banco per renderli più facili da deglutire.

6 dic 24, 11:50