Nuove ricerche sul DNA dei calchi di Pompei rivelano che il presunto gruppo familiare trovato sotto una scala non era come si pensava. L'individuo identificato come madre era in realtà un uomo, con origini genetiche diverse dai bambini presenti. Questi risultati sfidano le interpretazioni tradizionali sulle relazioni e sull'identità delle vittime dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
Allora, cari signori e signore, benvenuti nel meraviglioso mondo delle illusioni archeologiche. Avete mai sentito parlare dei calchi delle vittime di Pompei? Certo che sì, a meno che non abbiate vissuto sotto una pietra per gli ultimi mille anni. Quei poveracci che pensavamo fossero congelati nel tempo, in realtà, non sono ciò che sembrano. Pensavamo di guardare una tragica famiglia bloccata sotto una scala, ma no, signori miei, il tenero quadretto familiare non è altro che un abbaglio. Pare che la madre fosse un uomo con tanto di braccialetto. Probabilmente più un tipo da osteria che da casa e chiesa, insomma. E quei due marmocchi? Manco erano figli suoi!
L'ironia del destino. Ci hanno propinato per decenni storielle zuccherose basate su niente altro che... un braccialetto. E noi ci siamo cascati come polli. Ma aspettate, c'è dell'altro. In un'altra scena, quei due che sembravano la rappresentazione della maternità perduta in un abbraccio disperato? No, no, amici miei, lì c'è un uomo. Chissà, magari era solo un amico che era lì al momento sbagliato. La scienza ci dice che non erano parenti. Quindi, a quanto pare, la prossima volta che vedremo una signora con un braccialetto, dobbiamo offrirle una birra e non dare per scontato che sia una madre affettuosa.
Sapevate che questi adorabili calchi di Pompei, oltre a raccontarci balle sulle loro identità, ci mostrano anche come il nostro immaginario romantico si sia infilato dritto dritto nel mondo dell'archeologia? La storia ci ha sempre detto che, per essere una madre, devi avere un gioiello al polso e per essere innamorato devi stare appiccicato a qualcuno. Ma forse la storia ci ha solo preso in giro.
Prima di prendere per oro colato ogni storiella sentita sul passato, come quella del calco del “padre” con i bambini, o dei “due amanti” abbracciati, forse dovremmo ricordarci che le apparenze ingannano. Magari è ora di smetterla di associare una dannata collana o un abbraccio a relazioni di sangue o amore. Magari quei due stavano solo cercando di scaldarsi perché faceva freddo sotto quell'ammasso di pietre.