Il nuovo sistema di ingresso dell'UE sarà operativo nel 2025

11 dic 24, 14:00
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Il nuovo sistema di ingresso e uscita dell'UE (EES) sarà operativo nel 2025, dopo anni di ritardi. Progettato per migliorare la sicurezza delle frontiere, il sistema registrerà i dati biometrici e le informazioni di viaggio dei cittadini non UE, tra cui britannici e americani, che entrano nell'area Schengen per brevi soggiorni. Gli utenti dovranno scansionare i loro documenti di viaggio presso chioschi self-service. L'EES non si applicherà ai cittadini o residenti UE, né a chi possiede un visto a lungo termine. Il lancio graduale mira a coinvolgere il 10% dei valichi di frontiera inizialmente, per poi estendersi completamente dopo sei mesi. Successivamente, sarà necessario l'ETIAS, un programma di esenzione dal visto.

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Ecco a voi il nuovo sistema di ingresso dell'Unione Europea, pronto a sbocciare nel fiorente anno 2025. Come dite? Solo un altro dei tanti progetti colossali che sembrano nascere già zoppicanti? Ci vuole coraggio per pianificare qualcosa con una precisione svizzera e poi ritrovarsi a procrastinare come un liceale al suo primo compito di matematica. E cosa ci aspettavamo da un continente che impiega decenni per decidere se una banana è troppo curva per essere venduta?

Ma guardiamoci dentro: un sistema digitale per registrare l’ingresso e l’uscita dei non-cittadini UE. Facile come bere un bicchier d’acqua, no? Peccato che si siano dimenticati di testare il tutto in anticipo. Francia, Germania, Paesi Bassi - quelli che dovrebbero essere i cervelloni europei - dicono di non essere pronti. Ma come, ci mettiamo a fare i timidi proprio adesso? Forse è l’ennesima trovata per mantenere l’economia dei timbri e delle penne blu in vita.

E poi, parliamoci chiaro, vogliamo proprio fidarci di un sistema che ha già subito quattro rinvii? C’è da scommetterci che al primo giorno, il sistema collasserà come un castello di carte al primo soffio. E nel frattempo, noi poveri cristi di viaggiatori ci ritroveremo a fare la fila alle colonnine automatiche che non riconoscono manco la nostra faccia dopo una lunga notte di volo. Ah, il futuro digitale, che sogno infranto!

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Ma lo sapete che alcuni aeroporti devono rinforzare i pavimenti per supportare i nuovi scanner? Roba che nemmeno i vecchi stadi di calcio possono competere. Immaginate quei funzionari aeroportuali che si grattano la testa pensando a quanto peseranno queste dannate macchine. Forse un altro mirabile esempio del genio burocratico che calcola il peso delle attrezzature come una madre calcola il peso del bagaglio del figlio in partenza.

Se volete sopravvivere al caos del nuovo sistema EES, iniziate a portarvi un libro da leggere (o magari due) mentre aspettate che il sistema decida se siete degni di passare il confine. E non dimenticatevi di imparare l’arte della pazienza zen, perché c’è da scommettere che vi servirà. E chissà, magari nel frattempo potreste anche imparare una nuova lingua, visto quanto tempo passerete in fila.

11 dic 24, 14:00