Ursula von der Leyen è stata riconfermata alla guida della Commissione Europea, promettendo un futuro all'insegna della sostenibilità e della digitalizzazione. Tuttavia, in Francia, cresce il malcontento per la situazione economica, con i titoli di stato che ricordano quelli italiani di un decennio fa. Mentre i cittadini incolpano politici e istituzioni, il divario tra ricchi e poveri si fa sempre più evidente. I mercati asiatici registrano una crescita, con la Cina e il Giappone in positivo, mentre l'Australia subisce un calo del 0,3%. Nel frattempo, l'oro continua a salire, riflesso delle paure economiche globali. E mentre i ricchi si preparano al peggio, i più rimangono a osservare impotenti.
In Europa, il Parlamento ha appena approvato la nuova Commissione. Ursula von der Leyen al comando di nuovo. Perfetto. Lei promette sostenibilità, digitalizzazione, bla bla bla. Ma intanto, in Francia, stanno impazzendo perché i loro titoli di stato sembrano quelli dell’Italia di dieci anni fa. E sapete cosa fa la gente? Si lamenta. Ah, colpa di Macron, colpa dell’Europa, colpa della Cina, colpa di Dio. No, idiota, è colpa nostra che crediamo ancora che questi politici vogliano salvarci il culo. Vogliono salvarsi il loro, e il resto lo lasciano bruciare. E noi? Noi stiamo lì, a guardare.
«Il Nasdaq è su, il Dow Jones è giù. Sapete cosa vuol dire? Che i ricchi continuano a giocare a Monopoli con i soldi che noi non vediamo mai. La borsa sale e scende come un’erezione a fine serata, e noi ci ostiniamo a guardarla come se avesse qualcosa a che fare con la nostra vita. Oh, è salito lo S&P 500? Bene, ora posso permettermi di non mettere acqua nel latte! Ma fatemi il piacere.
Avete presente quando la gente parla di crisi economica come se fosse una tempesta? Ah, passerà, dobbiamo resistere. No, genio, non è una tempesta, è un sistema fatto per fotterci tutti, tranne quelli che ci stanno sopra. E quelli sopra non usano neanche l’ombrello: hanno un elicottero.
E poi arriviamo noi con gli aiuti umanitari. Mandiamo 40 tonnellate di roba in Giordania per aiutare Gaza. Nobile, no? Peccato che la roba che serve davvero, tipo la pace, non ce l'abbiamo. È come dare un cerotto a uno a cui hanno staccato una gamba: Tieni, mettitelo sul naso, così non vedi il sangue. Ma tranquilli, perché stiamo facendo tutto il possibile. Tutto il possibile.
E mentre questi giocano con la geopolitica, sapete cosa succede nei mercati asiatici? La Cina è su, il Giappone è su, tutti felici. Ma attenzione: felici in Asia significa che qualcuno si sta arricchendo e qualcun altro sta lavorando 18 ore al giorno per due spicci. E voi continuate a comprare su Shein, convinti che quella maglietta a 3 euro non abbia un costo umano. Sorpresa: ce l'ha. È solo che non lo pagate voi.
L'Australia scende di 0,3%. E allora? Chi se ne fotte? Ma lo sapete che per loro 0,3% è un'apocalisse? Noi ci preoccupiamo se scende la birra al bar, loro se scende il mercato. Tutto perché non possono più vendere carbone come se non ci fosse un domani. Indovinate un po'? Non c'è davvero un domani, stronzi.
E chiudiamo con l'oro, che continua a salire. Oh, bene, l'oro! Sapete cosa significa? Che la gente ha talmente tanta paura del futuro che inizia a comprare metallo. Come se, in mezzo a una guerra nucleare, qualcuno vi accettasse una pepita d’oro in cambio di un pezzo di pane. Non vi servirà a un cazzo. Sapete cosa vi servirà? Un bunker. Ma tranquilli, quelli li stanno già costruendo i ricchi. Per loro, ovviamente.
La verità è questa: ci stanno inculando tutti, e noi stiamo lì, a dividerci su chi ha ragione o torto, come se questo facesse qualche differenza. E nel frattempo, i ricchi se la ridono. Noi facciamo la guerra tra poveri, e loro fanno festa con i nostri soldi.
Ma non preoccupatevi, perché c'è sempre l'arte a salvarci, no? L’arte e le mostre. A Cuneo stanno mostrando i quadri di Canaletto e Bellotto. Sapete cosa mi fa incazzare? Non i quadri, ma la gente che va lì a fare foto da mettere su Instagram. Guardate il quadro, stronzi. Non c'è bisogno di far sapere a tutti che siete stati a una mostra. Godetevelo, per una volta.