Michelangelo e la possibile rappresentazione del cancro al seno nell'affresco “Il Diluvio

5 nov 24, 16:10
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Un team di esperti internazionali, guidato dal patologo forense Andreas G. Nerlich, propone che un affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina raffiguri una giovane donna con segni compatibili con il cancro al seno. L'analisi iconodiagnostica suggerisce che l'artista abbia intenzionalmente rappresentato una condizione patologica, potenzialmente osservata durante autopsie a cui aveva assistito.

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Oh, il genio di Michelangelo: l'artista che riusciva a vedere la bellezza anche nel più brutto degli ammassi di marmo e a scolpire qualcosa che fa inginocchiare la gente in venerazione. Ma ora, uno stormo di esperti dal mondo intero, si è messo a guardare i suoi affreschi come se fossero radiografie. L'ipotesi è che abbia ritratto un cancro al seno nel suo affresco Il Diluvio Universale. Qui non si tratta di putti o santi, ma di diagnosi mediche in piena regola. Insomma, dai, come se Michelangelo avesse passato le sue notti a consultare manuali di medicina rinascimentale!

Per chi non lo sapesse, l'iconodiagnosi è quel giochino in cui si cerca di trovare malattie nei dipinti, come se stessimo discutendo sulla salute di un vecchio zio a tavola. Ora, chiariamo: quando Michelangelo ha dipinto la Cappella Sistina, probabilmente aveva altro a cui pensare che non a rendere omaggio a un cancro. Certo, pare che abbia assistito ad autopsie, quindi sapeva un paio di cose sui corpi umani. Ma da qui a diventare un diagnostico del pennello, ce ne passa.

E parliamo del contesto: il Diluvio Universale, questa scena di devastazione e punizione divina. Se avesse voluto fare un commento su una malattia, sarebbe stato un po' fuori tema, no? Oh, ecco l'ira di Dio... e guarda, un po' di carcinoma, giusto per aggiungere pathos. Ma chissà, magari Michelangelo voleva rappresentare la sofferenza umana in tutte le sue forme, come se la pioggia torrenziale non fosse abbastanza. Forse l'ha messo lì per dire: Eh, pure ai tempi di Noè non ci si faceva mancare nulla!

E poi, il bambino in lacrime, un cavallo un po' troppo curioso, e la storia della mamma di Michelangelo che cade da cavallo. È un po' come quei racconti di famiglia che si ingigantiscono col passare degli anni, finendo per sembrare favole. Magari il piccolo con il presunto bisturi in mano non è altro che un'interpretazione troppo zelante di chi ha studiato troppi anni e vede scalpelli ovunque.

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Avete mai pensato a quanti archeologi dell'arte passano le giornate a scrutare dipinti per trovare dettagli che nessun altro vede? È un po' come cercare di capire cosa voglia dire un gatto con uno sguardo.

Se mai vi trovaste a esaminare un dipinto rinascimentale alla ricerca di un tumore, fate un favore al mondo: chiedetevi se non siete voi a vedere quello che volete vedere. A volte un seno è solo un seno. E se non siete medici, lasciate perdere: non è che tutti possono essere esperti in tutto.

5 nov 24, 16:10